<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611</id><updated>2011-12-15T07:25:24.083-08:00</updated><category term='Umwelt e Welt'/><category term='sovrastruttura'/><category term='Dio'/><category term='relativismo'/><category term='Rorty'/><category term='Università Cattolica'/><category term='cosmologia'/><category term='Kripke'/><category term='teologia'/><category term='mente/corpo'/><category term='Searle'/><category term='senso e riferimento'/><category term='verità'/><category term='iperteismo'/><category term='logica'/><category term='filosofia analitica'/><category term='filosofia e scienza'/><category term='conoscenza proposizionale'/><category term='anima'/><category term='storia della filosofia'/><category term='tempo'/><category term='etica'/><category term='mistero'/><category term='tomismo'/><category term='senso della filosofia'/><category term='teorie della verità'/><category term='Putnam'/><category term='certezze fredde/certezze calde'/><category term='morte'/><title type='text'>Filosofico.org - Blog</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-492582525469165427</id><published>2011-12-15T07:23:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T07:25:24.091-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='certezze fredde/certezze calde'/><title type='text'>il dramma del realismo in epoca moderna</title><content type='html'>Il brano che segue è tratto da "Verità e certezza: il ruolo dei fattori extrateoretici", in &lt;i&gt;Divus Thomas&lt;/i&gt;, 51, 207-39, 2008. Lo ripropongo nella speranza che qualcuno sia spinto a leggere tutto l'articolo (questa è la conclusione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dramma del realismo tradizionale, sopravvissuto soprattutto nelle Scuole ecclesiastiche, in epoca moderna, è stato quello di cercare di convincere la corrente egemone del pensiero moderno, su posizioni sempre più soggettivistiche, che la verità ci fosse e fosse conoscibile perché ci sono le certezze fredde. Ha proposto, come risposta  all’ansia moderna, qualcosa di insufficiente, perché non totalizzante.L’umanità moderna chiedeva, senza saperlo, il calore di un fatto, l’annuncio di un’imprevedibile densità di vita e di conoscenza, mentre i custodi del vero tradizionale si limitavano al, parziale, livello del vero generico-universale, nella sua marmorea e non-affascinante necessità-universalità. Invece di annunciare il loro incontro con la verità come qualcosa di bello e affascinante, come un fatto che sorprendeva anche loro, e che avrebbe potuto (e dovuto) essere sperimentato, hanno insistito unicamente sulla verità come necessaria di diritto, percepita come un orizzonte lontano, poco interessante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-492582525469165427?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/492582525469165427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2011/12/dalla-conclusione-di-un-mio-articolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/492582525469165427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/492582525469165427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2011/12/dalla-conclusione-di-un-mio-articolo.html' title='il dramma del realismo in epoca moderna'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-5904308937117474518</id><published>2011-03-04T09:01:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T09:02:32.169-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Putnam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anima'/><title type='text'>Putnam e l'anima</title><content type='html'>In diversi suoi scritti Putnam liquida il problema del rapporto materia/spirito come irrilevante ai fini di una spiegazione, almeno, del funzionamento della conoscenza, della mente. L'importante è il funzionamento, come dire, il dinamismo, irrilevante essendo la sostanza, l'ontologia che fa funzionare, potendosi secondo lui dare un &lt;i&gt;isomorfismo funzionale&lt;/i&gt; tra un (puro) cervello pensante e un'anima pensante.&lt;br /&gt;La condizione di tale possibilità la enuclea lui stesso: è che l'anima non abbia niente, per usare il suo lessico, di inintelligibile, cioè, chiosiamo noi, di misterioso. Ma appunto questo assunto è falso: l'anima è misteriosa. Anzi a ben guardare lo è anche la materia.&lt;br /&gt;Inoltre il problema dell'esistenza di un'anima immateriale, e perciò immortale, ha una enorme rilevanza filosofica ed esistenziale: sfido chiunque a dire sinceramente che gli è indifferente l'essere immortale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-5904308937117474518?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/5904308937117474518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2011/03/putnam-e-lanima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5904308937117474518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5904308937117474518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2011/03/putnam-e-lanima.html' title='Putnam e l&apos;anima'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3894428144183536022</id><published>2010-12-27T08:11:00.000-08:00</published><updated>2010-12-27T08:11:24.731-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mente/corpo'/><title type='text'>coscienza</title><content type='html'>Colpisce che Searle, nelle sue discussioni, ad esempio con Dennett e con Chalmers, per esemplificare l'inevitabilità del ricorso alla coscienza si riferisca all'esperienza del dolore (suggerendo di pizzicarsi un braccio).&lt;br /&gt;Come se, per essere certo di avere una coscienza, di essere cosciente, dovessi provare dolore. Non vogliamo negare che provare dolore sia un esempio di esperienza cosciente. Solo che non ci pare l'esempio più importante, non il più imponente.&lt;br /&gt;La coscienza infatti ci accompagna sempre e si tratta di una evidenza, tra le più incontestabili.&lt;br /&gt;Searle è vittima di un riduzionismo ... analiticista, se così si può dire: come a molti filosofi analitici gli sfuggono delle evidenze &lt;i&gt;sintetiche&lt;/i&gt; (ad esempio appunto l'evidenza della continuità della coscienza, almeno nei periodi di veglia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3894428144183536022?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3894428144183536022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/coscienza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3894428144183536022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3894428144183536022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/coscienza.html' title='coscienza'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-8935761902232510593</id><published>2010-12-22T00:51:00.000-08:00</published><updated>2010-12-22T00:51:05.906-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mente/corpo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><title type='text'>dualismo protestante</title><content type='html'>La filosofia americana, e in genere analitica, pare soffrire, in molti suoi esponenti, di un dualismo di matrice protestante, tra fede e ragione.&lt;br /&gt;Intendiamo dire che la maggioranza di tali filosofi è personalmente credente, o almeno aperta verso la fede religiosa, per cui crede che nell'uomo ci sia un principio immortale, l'anima.&lt;br /&gt;Tuttavia, in ambito filosofico, di tale convinzione non resta particolare traccia, visto che il pensiero viene ricondotto, senza grandi problemi, all'attività cerebrale, dunque alla materia.&lt;br /&gt;Forse non c'è da scomodare la teoria della doppia verità, ma un certo dualismo ci pare innegabile. Un dualismo poco convincente: se per fede sei convinto di avere un'anima, come puoi non cercare le tracce razionali, che ci devono essere, di tale verità? Se abbiamo un'anima, come può tale consistente, cruciale fattore non incidere sul pensiero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-8935761902232510593?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/8935761902232510593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/dualismo-protestante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8935761902232510593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8935761902232510593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/dualismo-protestante.html' title='dualismo protestante'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-126919233198756987</id><published>2010-12-09T08:21:00.000-08:00</published><updated>2010-12-09T08:21:44.243-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verità'/><title type='text'>Quid est veritas?</title><content type='html'>In realtà la risposta a questa domanda non è difficile: tutti sappiamo intuitivamente che cosa è la verità. La potremmo definire come il riconoscimento (fedele) di ciò che è. Vi è un corrispondentismo ingenuo che è intrascendibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera questione è «come si giunge alla verità?» Giustamente la &lt;i&gt;Gestalt&lt;/i&gt; dello scetticismo, nella Fenomenologia dello Spirito hegeliana, è frutto della incapacità del pensiero di corrispondenza &lt;i&gt;esistenziale&lt;/i&gt; alla realtà. E questo è il punto, riguardo alla verità filosofica: la difficoltà di &lt;i&gt;adaequatio realis&lt;/i&gt; (Blondel) tra &lt;i&gt;intellectus&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;res&lt;/i&gt;, senza di cui il pensiero non può non avere la spaesante percezione di fluttuare in giochi logici astratti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-126919233198756987?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/126919233198756987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/quid-est-veritas.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/126919233198756987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/126919233198756987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/quid-est-veritas.html' title='Quid est veritas?'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-5529290656153719589</id><published>2010-12-06T01:27:00.000-08:00</published><updated>2010-12-08T02:35:59.674-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umwelt e Welt'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sovrastruttura'/><title type='text'>Umwelt e Welt, relativo e assoluto</title><content type='html'>I nostri pensieri e discorsi sono compresi tra due polarità: guardare il mondo come Welt, come totalità assoluta (mettendo in qualche modo tra parentesi il mio interesse particolare) e guardarlo come Umwelt, come il mondo relativo a me, che sono animato da certi interessi.&lt;br /&gt;In base a questa seconda polarità sentiamo la gente che ritaglia sulle cose (ideologicamente nel senso marxiano) esattamente una prospettiva funzionale al proprio interesse, ad esempio parlando male o bene delle persone nella misura in cui, rispettivamente, ci nuocciono o ci giovano.&lt;br /&gt;Ma non può mancare anche uno sguardo al mondo in-sé, al Welt, perché radicata in noi è l'esigenza della verità.&lt;br /&gt;La (giusta) sintesi tra quanto di buono c'è nelle due istanze (poiché non possiamo prescindere dai nostri interessi, ma meno ancora lo possiamo dalla verità oggettiva) è attivare, coltivare il desiderio, il desiderio di pienezza totale, di felicità, che è più grande dell'interesse particolaristico, e che, permeandolo, può riscattarlo dalla sua altrimenti meschina egoisticità, evitando al tempo stesso una fredda contemplazione del Welt, una istanza di verità come spassionato disinteresse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono dunque tre possibili considerazioni della realtà da parte dell'io: &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;quella che la vede come &lt;i&gt;Welt&lt;/i&gt;, come mondo-in-sé, mettendo tra parentesi la propria soggettività, o meglio considerandola come un particolare accanto ad altri;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;quella che la vede come &lt;i&gt;Umwelt&lt;/i&gt;, nel senso di rapportarla all'io nella sua particolarità egoistica, tendenzialmente elidendo la dimensione oggettiva;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;e infine quella, sintetica, che non scinde Welt e Umwelt, ma vede l'io, centrale nella realtà, come desiderio di totalità che lo rende serio verso l'oggettivo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-5529290656153719589?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/5529290656153719589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/umwelt-e-welt-relativo-e-assoluto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5529290656153719589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5529290656153719589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/12/umwelt-e-welt-relativo-e-assoluto.html' title='Umwelt e Welt, relativo e assoluto'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-2765374242517205310</id><published>2010-11-24T01:18:00.000-08:00</published><updated>2010-11-24T01:24:14.026-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iperteismo'/><title type='text'>iperteismo</title><content type='html'>Questo lemma bislacco è stato proposto da P.Giannoni, dello Studio Teologico Fiorentino, e dovrebbe designare, spregiativamente, l'impostazione metafisica per cui Dio è l'infinitamente perfetto, l'Assoluto, all'interno del quale non può albergare contraddizione.&lt;br /&gt;Giannoni sembra volere un discorso debole su Dio, con un tale primato della teologia sulla filosofia da sottrarre totalmente la prima alla seconda; vorremmo chiedergli: al punto che Dio possa ammettere in Sé non solo il paradosso (cioè l'&lt;i&gt;apparente&lt;/i&gt; contraddizione), ma proprio la contraddizione? Se così fosse, col pretesto di combattere il razionalismo, si combatterebbe la ragione, e si negherebbe un fecondo nesso tra fede e ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo sfondo ci pare di scorgere la negazione che Dio sia onnipotente: se così fosse, si vedrebbe come il dato rivelato non sia affatto al centro delle preoccupazioni di questa impostazione teologica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-2765374242517205310?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/2765374242517205310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/iperteismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2765374242517205310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2765374242517205310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/iperteismo.html' title='iperteismo'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3932477178867955064</id><published>2010-11-22T23:35:00.001-08:00</published><updated>2010-11-22T23:35:39.591-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cosmologia'/><title type='text'>una nuova luce su un problema medioevale</title><content type='html'>Il problema è quello della natura della materia e della forma: da una parte abbiamo la soluzione tomista (materia come pura potenza indeterminata e unicità della forma sostanziale) dall'altra le soluzioni, chiamiamole per comodità, agostiniane (materia in qualche modo attuale: rationes seminales e pluralità di forme). La nuova luce gettata dall'atomismo scientifico inclina alla soluzione agostiniano-francescana, una pluralità di forme: esiste una struttura micro-formale (le particelle atomiche nella loro irriducibilità), e (affermabile solo filosoficamente) una struttura macro-formale (quella, ad esempio, che differenzia un vivente dall'altro). Più azzardato sarebbe vedere nelle particelle atomiche qualcosa di analogo alle rationes seminales, anche se gli elementi in qualche modo lo sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è frastagliato, pluristratificato, non è fatto di sostanze assolutamente semplici, monoliticamente indivisibili: come appunto pensavano i dottori francescani sulla scia di Agostino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3932477178867955064?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3932477178867955064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/una-nuova-luce-su-un-problema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3932477178867955064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3932477178867955064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/una-nuova-luce-su-un-problema.html' title='una nuova luce su un problema medioevale'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-8724763082617677762</id><published>2010-11-18T09:52:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T09:54:19.025-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conoscenza proposizionale'/><title type='text'>conoscenza proposizionale: non neutralità dell'espressione</title><content type='html'>E' nota la tripartizione proosta nella filosofia analitica tra conoscenza diretta, proposizionale e pratica.&lt;br /&gt;Soffermiamoci sulla denominazione conoscenza &lt;i&gt;proposizionale&lt;/i&gt;: a ben vedere essa non appare neutrale. Suppone infatti che lo sguardo della mente, per così dire, si fermi alla proposizione e non vada alla cosa, alla realtà. Come osservavamo &lt;a href="http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/conoscenza-di-e-conoscenza-che-rorty.html"&gt;già, parlando di Rorty&lt;/a&gt;: è &lt;q&gt;conoscenza che&lt;/q&gt;, invece che &lt;q&gt;conoscenza di&lt;/q&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso sarebbe dire «conoscenza concettuale»: è più evidente che il concetto non è autosufficiente, è solo un mezzo, un tramite trasparente; una proposizione invece ha una sua autonomia, costituisce un diaframma. Al punto che è semmai il mondo (ciò che sta dietro) a diventare, dal punto di vista analitico «ciò che rende vere o false le proposizioni»,  de Monticelli (in Cremaschi 1997): il che, in prospettiva realistica, suona davvero come grottesco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-8724763082617677762?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/8724763082617677762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/conoscenza-proposizionale-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8724763082617677762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8724763082617677762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/conoscenza-proposizionale-non.html' title='conoscenza proposizionale: non neutralità dell&apos;espressione'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-8750078229118080622</id><published>2010-11-11T08:41:00.001-08:00</published><updated>2010-11-11T08:43:25.766-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>il tempo e la morte</title><content type='html'>Un tema proposto dall'esistenzialismo e da Heidegger è quello della temporalità: certo si tratta anzitutto di un tema cosmologico, ma ha ormai acquisito, crediamo meritatamente, uno spazio anche in antropologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo esseri temporali, per l'EsserCi l'essere-per-la-morte non è un particolare, ma ha un rilievo di primo piano. In qualche modo quindi la temporalità come dimensione essenziale dell'uomo merita un posto di primo piano in antropologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La temporalità del nostro essere in realtà non è però il punto di partenza: originariamente il dato ci appare come stabilmente dato (tanto è vero che quanto più si risale indietro, in età infantile, tanto più tutto appare stabile); solo successivamente subentra la percezione, più o meno angosciosa, della instabilità delle cose e della vita, ma anche qui, in età adolescenziale-giovanile e anche per parte dell'età adulta, lo scorrere sempre più veloce del tempo è un andare verso delle mete desiderate, piuttosto che verso la morte; in un terzo momento (quasi una sintesi hegeliana, dopo tesi e antitesi) si ha da una parte la focalizzazione precisa che il termine verso cui ci si avvia inesorabilmente, con lo scorrere del tempo, è proprio la morte, dall'altra si apre con maggior forza la possibilità di percepire che la morte non è un muro dove tutto si infrangerà rovinosamente, ma un passaggio verso la vera stabilità, la definitività a cui aneliamo in ogni esperienza, l'eternità beata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-8750078229118080622?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/8750078229118080622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/il-tempo-e-la-morte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8750078229118080622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/8750078229118080622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/il-tempo-e-la-morte.html' title='il tempo e la morte'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3300415668858011755</id><published>2010-11-10T08:19:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T08:47:22.055-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cosmologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia e scienza'/><title type='text'>come pensare l'atomismo scientifico</title><content type='html'>Ci sembra che il problema possa essere posto così: che realtà hanno gli atomi (e le loro particelle), di cui parla la fisica? Si tratta di realtà? Si tratta di una mappatura esaustiva della realtà (materiale) o di una sua mappatura parziale?&lt;br /&gt;Propendiamo per la seconda alternativa: una mappatura parziale, l'esito di una procedura che filtra il reale corporeo in base a parametri quantitativi; si tratta insomma di ''un certo livello'' della realtà materiale, reale, sì, ma incompleto. Incompleto appunto perché esclude la dimensione qualitativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cellule, di cui parla la biologia, hanno, di diritto, una piena realtà. Già il discorso sulle molecole, che le comporrebbero esaurientemente, si fa più complesso. Per gli atomi e le particelle atomiche il discorso diventa ancora più complesso: si tratta di elaborare filosoficamente i dati della scienza per trovare uno spazio alla dimensione qualitativa e a ciò che medioevali chiamavano forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ammettiamo che le differenze tra particelle atomiche (tra elettrone, protone e neutrono, per esempio) siano qualitative: non avremo comunque spostato troppo in là, troppo alla base della materia, le differenze di forma? Potremmo in effetti sì dire che l'elettrone ha una forma sostanziale irriducibile alla forma sostanziale del neutrone e del protone: ma non è troppo poco? Le differenze di forma dovrebbero riguardare (anche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * le diverse specie viventi&lt;br /&gt;    * (forse) i diversi elementi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possibile via di uscita dalla difficoltà: la distinzione tra condizione necessaria e condizione sufficiente (per distinguere). Vi è una prima, basilare differenza di forme nel molto (/massimamente) piccolo; vi sono poi delle differenze di forma nel macro-cosmo (tra i viventi): queste non sono esaurientemente spiegate dalla composizione atomica, o molecolare, perché tale composizione, come configurazione quantitativa, è una condizione necessaria, ma non sufficiente, parziale, ma non esaustiva, del darsi dei diversi viventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3300415668858011755?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3300415668858011755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/come-pensare-latomismo-scientifico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3300415668858011755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3300415668858011755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/11/come-pensare-latomismo-scientifico.html' title='come pensare l&apos;atomismo scientifico'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-2406421417941190314</id><published>2010-08-15T09:51:00.001-07:00</published><updated>2010-08-15T09:51:24.443-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='etica'/><title type='text'>dovere e finalismo</title><content type='html'>Ho aggiornato la pagine sull'etica del wiki di filosofico.org, come segue:&lt;br /&gt;il fondamento dell'etica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Conviene» o «bisogna» (fare così)? La prospettiva scettico-relativista nega l'esistenza di un obbligo morale, che viene invece affermata dalle altre impostazioni (non classificabili, ci risulta, con un unica denominazione). In effetti il campo dele etiche non-relativistiche è più ampio di quello delle teorie della conoscenza non-relativistiche: emblematico rimane il caso di Kant, che non cessa di avere anche nell'attuale panorama filosofico un seguito consistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia un vero fondamento dell'obbligo morale, a nostro avviso, suppone un riferimeno alla Trascendenza: solo se esiste l'Infinitamente perfetto, a cui debbo tutto (avendomi dato l'essere e avendolo dato a tutto il finito), devo, al contempo per gratitudine e perché da Lui spero il mio totale compimento, la felicità, seguire le sue indicazioni, da lui iscritte anzitutto nella mia natura, e specificate poi soprannaturalmente nella Sua rivelazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esiste in effetti reale alternativa tra dovere e finalismo: nella mia natura è iscritto il desiderio di perfetta felicità, che superi perciò la barriera della morte, che mi spinge a seguire tutto ciò che mi porta a compierlo (la legge morale, a cui sono obbligato, ma non kantianamente, non senza una ragione). Non vi è un «fai così perché devi», ma un «fai così, se vuoi essere perfettamente felice, ciò che non puoi (non sta a te) non volere». L'ipoteticità dell'imperativo non lo flette in direzione relativistica, ma ne mantiene tutta la forza di obbligazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-2406421417941190314?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/2406421417941190314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/08/dovere-e-finalismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2406421417941190314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2406421417941190314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/08/dovere-e-finalismo.html' title='dovere e finalismo'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-5261986336890123694</id><published>2010-07-24T09:30:00.000-07:00</published><updated>2010-08-15T09:19:40.301-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso della filosofia'/><title type='text'>il problema più urgente</title><content type='html'>Abbiamo già annotato come la filosofia non possa essere distaccata curiositas, ma mobilitante impegno di chiarificazione intellettuale mosso dall'urgenza delle domande esistenziali.&lt;br /&gt;Così i problemi più urganti sono 1) quello della morte (e del male) da un lato e 2) quello del desiderio, dall'altro: in realtà si tratta del medesimo problema, considerato da due lati, quello 1) negativo e quello 2) positivo.&lt;br /&gt;Ma per rispondere a tale problema - del compimento - occorre risolvere il problema della Trascendenza: solo se Dio esiste l'immortalità vera ci è assicurata, e una decente risposta al problema del male e del desiderio di felicità.&lt;br /&gt;Quello di Dio, della Sua esistenza è allora il problema più urgente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-5261986336890123694?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/5261986336890123694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/il-problema-piu-urgente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5261986336890123694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5261986336890123694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/il-problema-piu-urgente.html' title='il problema più urgente'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-2233160550934523189</id><published>2010-07-20T09:49:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T09:51:16.996-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso e riferimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Putnam'/><title type='text'>Putnam come pensatore ebraico</title><content type='html'>Farà storcere il naso a molti, convinti della immacolata purezza della filosofia, ma voglio comunicare questo pensiero, a cui del resto non attribuisco alcuna pretesa di assolutezza, essendo solo una ipotesi: che Putnam sia in qualche modo influenzato dalla sua religione di appartenenza nel nucleo del suo pensiero filosofico, soprattutto relativamente al problema del riferimento.&lt;br /&gt;Vi è in effetti in lui il senso della trascendenza della realtà al concetto, in cui è possibile vedere un riflesso del senso ebraico, della ineffabilità della Realtà (divina): ineffabile, concettualmente inesauribile, trascendente, ma al contempo centrale, senso senso che tutto deve ruotare attorno al reale(/Reale). In questo senso Putnam non è molto kantiano: per Kant il noumeno è al-di-là e tutto ruota attorno al soggetto, all'immanenza soggettiva. Per Putnam invece l'ultima inafferrabilità concettuale del reale non spinge a un ripegamento sull'armatura concettuale soggettiva, ma proietta comunque sull'oggettività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-2233160550934523189?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/2233160550934523189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/putnam-come-pensatore-ebraico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2233160550934523189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2233160550934523189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/putnam-come-pensatore-ebraico.html' title='Putnam come pensatore ebraico'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3480717902105017856</id><published>2010-07-08T09:31:00.000-07:00</published><updated>2010-07-14T09:03:48.746-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso e riferimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Putnam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kripke'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Searle'/><title type='text'>teorie del riferimento: abbozzo di proposta</title><content type='html'>Mi sembra che su questo problema hanno &lt;i&gt;più&lt;/i&gt; ragione Putnam/Kripke specie per quanto riguarda gli individui (benché eccedano nell'accentuare la inconcettualizabilità del riferimento), mentre hanno &lt;i&gt;più&lt;/i&gt; ragione Searle e descrittivisti nel caso di essenze universali (benché eccedano nell'ipotizzare una esauriente concettualizzabilità). &lt;br /&gt;Probabilmente la chiave di volta per una soluzione sta nella distinzione tra conoscere e concettualizzare: il riferimento non è concettualizzabile (parte di verità di Putnam), ma è conoscibile (parte di verità di Searle).&lt;br /&gt;Qual è il livello della conoscenza in cui ciò si può dare? LO abbiamo suggerito altrove (sul wiki di filosofico).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3480717902105017856?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3480717902105017856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/teorie-del-riferimento-abbozzo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3480717902105017856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3480717902105017856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/teorie-del-riferimento-abbozzo-di.html' title='teorie del riferimento: abbozzo di proposta'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-5579058355280077821</id><published>2010-07-07T01:30:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T01:45:21.536-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso e riferimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Putnam'/><title type='text'>teorie del riferimento: Terre Gemelle</title><content type='html'>E' noto l'esperimento mentale di Terre Gemelle proposto da Putnam, volto a sostenere che il riferimento è nelle cose, non nella mente, per cui si possono anche avere due realtà diverse (l'acqua sulla terra e una sostanza in tutto simile all'acqua ma chimicamente diversa) soggettivamente rappresentata nello stesso modo (si può averne la stessa rappresentazione mentale).&lt;br /&gt;L'obiezione che ci sembra debba esere fatta a tale esperimento mentale è che non pare possibile che due realtà diverse &lt;i&gt;appaiano in tutto e per tutto&lt;/i&gt; identiche. Lui stesso risponde a tale obiezione sostenendo che non è in effetti necessario/possibile che siano conosciute &lt;i&gt;tutte&lt;/i&gt; le caratteristiche di una cosa. Controobiezione : per dichiarare la differenza occorre conoscere le caratteristiche differenti (rappresentandole mentalmente)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-5579058355280077821?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/5579058355280077821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/teorie-del-riferimento-terre-gemelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5579058355280077821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5579058355280077821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/07/teorie-del-riferimento-terre-gemelle.html' title='teorie del riferimento: Terre Gemelle'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-4452906489106561545</id><published>2010-06-19T01:18:00.000-07:00</published><updated>2010-06-19T01:19:34.515-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso e riferimento'/><title type='text'>senso e riferimento</title><content type='html'>Questo problema, divenuto da Frege classico nella filosofia analitica, non è in realtà nuovo, come riconosce Putnam, che lo riconduce additittura ad Aristotele (in &lt;i&gt;Rappresentazione e realtà&lt;/i&gt;, cap. 2). In qualche modo ad esso si riconduce la distinzione scolastica, su cui ad esempio insiste molto Maritain, ne &lt;i&gt;I gradi del sapere&lt;/i&gt;, tra oggeto materiale (riferimento) e oggetto formale (senso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà (riferimento) trascende il concettualizzabile (senso), pur rendensi presente in esso, ossia la nostra conoscenza è sempre prospettica (oggettiviamo questo o quel senso, parziali, della totalità della cosa-riferimento).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-4452906489106561545?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/4452906489106561545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/06/senso-e-riferimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4452906489106561545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4452906489106561545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/06/senso-e-riferimento.html' title='senso e riferimento'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-4859487704771880389</id><published>2010-04-07T07:20:00.000-07:00</published><updated>2010-04-07T07:21:46.147-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso della filosofia'/><title type='text'>quale filosofia</title><content type='html'>Ognuno di noi potrebbe morire oggi, tra un'ora, tra un minuto. Per questo la filosofia, urgente meditazione sul senso dell'esistere, non può permettersi il lusso di essere “per domani”. Deve essere per oggi, “per adesso”. Per adesso non nel senso di “provvisoriamente”, ma anzi nel senso di “compiuta adesso”, almeno nel suo nucleo essenziale.&lt;br /&gt;Una filosofia che non servisse ora, per me, qui, non sarebbe utile, fallirebbe il suo scopo.&lt;br /&gt;Per questo il metodo analitico può solo avere un valore ausiliario, ancillare. Per semplice o semplificato che sia, voglio il tutto, ora, qui.&lt;br /&gt;L’essenziale o è dato ora, o non lo sarà mai. Non può essere complicato: o è semplice (lo è se c’è il Mistero buono creatore di tutto, che non può dare lo scorpione del dubbio al posto del pane della verità) o non è (non sarebbe se alla base di tutto ci fosse il nulla, ma allora a che varrebbe una paziente e umila analisi?).&lt;br /&gt;Una analisi del linguaggio che non ci dicesse qualcosa, e qualcosa di certo, su ciò che è la realtà, su ciò che noi siamo in realtà, sul nostro destino, non potrebbe pretendere di esaurire lo spazio della ricerca filosofica, ma dovrebbe, più umilmente, concepirsi come integrazione complementare e accessoria. Utile, ma subordinata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-4859487704771880389?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/4859487704771880389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/04/quale-filosofia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4859487704771880389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4859487704771880389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/04/quale-filosofia.html' title='quale filosofia'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-6738185291285251152</id><published>2010-03-09T09:57:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T09:57:38.391-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='relativismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rorty'/><title type='text'>Rorty: conversazione?</title><content type='html'>Ho da poco finito di leggere La filosofia specchio della natura di Rorty. Senza dubbio Rorty è un filosofo intelligente, inoltre a differenza di altri analitici non disdegna di riflettere sulle idee dei "continentali", il che va a suo merito, inoltre scrive in modo al contempo gradevole e denso.&lt;br /&gt;La sua conclusione tuttavia, come un po' tutta la tesi sostenuto in tale sua opera, mi lascia in disaccordo: la filosofia non dovrebbe essere null'altro che &lt;i&gt;conversazione&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ma per conversare occorre avere una base comune (e non occorre sforzarsi molto, la base c'è: possiamo capirci: parlando!) e un fine comune (cercare insieme la verità, perché se uno dei partecipanti o peggio tutti vogliono ingannare o sono indifferenti al contenuto non ci può essere vero dialogo).&lt;br /&gt;Rorty, come molti altri relativisti, può con ragione lamentare che il pensiero &lt;i&gt;epistemologico&lt;/i&gt;, come lo chiama lui, o &lt;i&gt;oggettivo&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;normale&lt;/i&gt;, o - potremmo dire - forte, abbia in passato esagerato nelle sue pretese di attingere facilmente (e poco o tanto violentemente) la verità.&lt;br /&gt;Ma non dovrebbe spingersi a negare che ci sia in noi l'aspirazione a (conoscere) la verità. Per quanto imperfettamente, confusamente, mai esaurientemente questa ci si faccia conoscere, essa resta l'unica cosa per cui valga la pena sforzarsi di conversare. Diversamente la &lt;i&gt;conversazione&lt;/i&gt; scadrebbe a chiacchera e a droga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-6738185291285251152?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/6738185291285251152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/03/rorty-conversazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/6738185291285251152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/6738185291285251152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/03/rorty-conversazione.html' title='Rorty: conversazione?'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-1076037154927281801</id><published>2010-02-11T10:34:00.000-08:00</published><updated>2010-02-11T13:58:33.386-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rorty'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia della filosofia'/><title type='text'>Rorty e la storia della filosofia</title><content type='html'>Rispetto ad altri filosofi anglosassoni Rorty dimostra un interesse per la storia della filosofia molto maggiore, la sua considerazione spazia dall'antichità (fondamentalmente Platone e Aristotele) ai moderni (soprattutto Cartesio e Locke), saltando, ahinoi, il pensiero medioevale.&lt;br /&gt;Tuttavia, tale ammirevole sforzo di allargamento dei propri orizzonti non impedisce a Rorty di &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;sostenere delle tesi perlomeno bizzarre, come la non esistenza di una vera filosofia prima del XIX secolo,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;attribuire ad Aristotele (&lt;i&gt;La filosofia e lo specchio della natura&lt;/i&gt;, p.122) la tesi secondo cui la conoscenza sensibile non sarebbe affidabile fondamento, equiparando sostanzialmente la sua gnoseologia a quella platonica. Il che ci pare francamente storiograficamente insostenibile.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-1076037154927281801?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/1076037154927281801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/rorty-e-la-storia-della-filosofia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/1076037154927281801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/1076037154927281801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/rorty-e-la-storia-della-filosofia.html' title='Rorty e la storia della filosofia'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-7803387004887473864</id><published>2010-02-10T11:09:00.000-08:00</published><updated>2010-02-11T10:35:00.980-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teorie della verità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rorty'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conoscenza proposizionale'/><title type='text'>conoscenza di e conoscenza che (Rorty)</title><content type='html'>Leggendo Rorty trovo la suddetta contrapposizione. Avevo sempre pensato che conoscenza proposizionale fosse una espressione tutto sommato innocente, sostanzialmente equivalente a "conoscenza concettuale". Le tesi di Rorty mi fanno invece pensare che non è così, e che tale espressione si adatti (un po' troppo) a una conoscenza concepita come "conoscenza che". Contrapposta appunto a "conoscenza di". Del che, io che sono convinto del corrispondentismo, non sono affatto entusiasta...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-7803387004887473864?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/7803387004887473864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/conoscenza-di-e-conoscenza-che-rorty.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/7803387004887473864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/7803387004887473864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/conoscenza-di-e-conoscenza-che-rorty.html' title='conoscenza di e conoscenza che (Rorty)'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-983859149931749765</id><published>2010-02-10T10:22:00.003-08:00</published><updated>2010-02-10T10:22:43.047-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tomismo'/><title type='text'>il tomismo analitico</title><content type='html'>Mon, 03/30/2009 - 11:53 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S.Tommaso e Wittgenstein: un accostamento fruttuoso?&lt;br /&gt;E' convinzione largamente diffusa, anche tra i pensatori di orientamento "realistico" o "metafisico", che il tomismo non possa essere puramente e semplicemente riproposto.&lt;br /&gt;In anni non lontani l'integrazione più comunemente auspicata era con la fenomenologia (in qualche modo Karol Wojtyla filosofo si è mosso in tale direzione).&lt;br /&gt;Ora molti si volgono alla filosofia analitica, riprendendo un progetto che ha avuto tra i suoi precursori John Haldane, Elizabeth Anscombe, Peter Geach, e Anthony Kenny.&lt;br /&gt;Qui vi propongo di discuterne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-983859149931749765?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/983859149931749765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/il-tomismo-analitico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/983859149931749765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/983859149931749765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/il-tomismo-analitico.html' title='il tomismo analitico'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3174002229230448815</id><published>2010-02-10T10:22:00.001-08:00</published><updated>2010-02-10T10:22:07.263-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='logica'/><title type='text'>la logica e la filosofia</title><content type='html'>Thu, 04/02/2009 - 16:44 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attenzione che viene data alla filosofia analitica porta con sé una importante conseguenza, relativa alla funzione della logica, all'interno della filosofia: da settore tutto sommato secondario e subordinato, essa assume un ruolo centrale.&lt;br /&gt;Lo si può vedere nella profusione di sforzi per formalizzare (nel senso della logica simbolica) il discorso metafisico.&lt;br /&gt;Che cosa pensarne?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3174002229230448815?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3174002229230448815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/la-logica-e-la-filosofia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3174002229230448815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3174002229230448815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/la-logica-e-la-filosofia.html' title='la logica e la filosofia'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3510956659101723760</id><published>2010-02-10T10:21:00.003-08:00</published><updated>2010-02-11T10:37:29.186-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Università Cattolica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tomismo'/><title type='text'>analitici in Cattolica</title><content type='html'>Sat, 07/04/2009 - 08:01 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mi sono laureato (1983) in Cattolica (e in generale tra i filosofi cattolici) non se ne parlava quasi. Ho potuto dare l'esame di filosofia contemporanea senza parlare né di Frege, né di Russell, né di Wittgenstein, e tanto meno di Ryle, Austin, Strawson e altri.&lt;br /&gt;&lt;ins&gt;Il tomismo era la filosofia privilegiata, e in qualche modo esclusiva.&lt;/ins&gt;&lt;br /&gt;Oggi se ne parla in modo quasi esclusivo. Come se fare filosofia non potesse essere altro che inserirsi nel dibattito tracciato dagli analitici. Usando il loro linguaggio, seguendo il loro metodo, restando all'interno della problematica da loro dettata.&lt;br /&gt;Se si fosse passati da un eccesso all'altro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3510956659101723760?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3510956659101723760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analitici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3510956659101723760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3510956659101723760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analitici.html' title='analitici in Cattolica'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-2318774006878971060</id><published>2010-02-10T10:21:00.001-08:00</published><updated>2010-02-11T10:35:58.927-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia della filosofia'/><title type='text'>autoreferenzialità degli analitici</title><content type='html'>Sat, 07/04/2009 - 08:04 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Riferimento non nel senso di Bedeutung].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente di meno autoreferenziale dei filosofi analitici.&lt;br /&gt;Niente di più autoreferenziale della filosofia analitica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-2318774006878971060?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/2318774006878971060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/autoreferenzialita-degli-analitici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2318774006878971060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/2318774006878971060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/autoreferenzialita-degli-analitici.html' title='autoreferenzialità degli analitici'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-4992526745986396442</id><published>2010-02-10T10:20:00.003-08:00</published><updated>2010-02-11T10:35:41.701-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia della filosofia'/><title type='text'>analitici: assenze sconcertanti</title><content type='html'>Sat, 07/04/2009 - 15:41 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sconcerta la (totale) non-considerazione di temi (e soluzioni) classici della filosofia: viene ignorato il concetto di astrazione, come pure quello classico di intenzionalità (non parlo del termine, ma del concetto).&lt;br /&gt;Rifiutare qualcosa (che se fose vero sarebbe la soluzione a un problema che riconosco come tale) con cui non ci si è seriamenti misurati, non mi appare come una scelta apprezzabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-4992526745986396442?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/4992526745986396442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analitici-assenze-sconcertanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4992526745986396442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/4992526745986396442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analitici-assenze-sconcertanti.html' title='analitici: assenze sconcertanti'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-6075907389296527708</id><published>2010-02-10T10:20:00.001-08:00</published><updated>2010-02-10T13:50:58.365-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mistero'/><title type='text'>mistero e inerenza</title><content type='html'>Wed, 07/29/2009 - 14:38 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sto progressivamente convincendo che uno degli errori più seri, diffusi nella impostazione analitica, sia una insufficiente percezione del carattere misteroso della realtà.&lt;br /&gt;Del resto di che stupirsi? E' tutta la filosofia moderna che ha smarrito il senso del mistero e preteso di illuminare a giorno ogni angolo del reale. La filosofia di matrice cristiana ha ricorrentemente denunciato tale propensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso della filosofia analitica lo smarrimento del senso del mistero ha una documentazione particolarmente evidente nell'oblio del concetto di inerenza.&lt;br /&gt;L'inerenza è un fenomeno misterioso, per cui la realtà è multistratificata e complessa, non esaurientemente risolvibile in parti semplici (non atomizzabile). Una proprietà ad esempio inerisce a un dato soggetto (/ente) senza esaurirlo e potendo anche cessare di inerirgli (è ad esempio il concetto aristotelico di accidente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al concetto di inerenza, implicante il mistero, si è sostituito quello di relazione, che è costituita tra elementi reciprocamente esterni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-6075907389296527708?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/6075907389296527708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/mistero-e-inerenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/6075907389296527708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/6075907389296527708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/mistero-e-inerenza.html' title='mistero e inerenza'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-3449707559182872642</id><published>2010-02-10T10:19:00.001-08:00</published><updated>2010-07-07T01:47:24.354-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso e riferimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Putnam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kripke'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Searle'/><title type='text'>teorie del riferimento: divaricazioni da superare</title><content type='html'>Fri, 12/11/2009 - 19:29 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato (teorie descrittiviste del riferimento, o internismo) c'è chi ammette il valore del contenuto intelligibile, e con ciò del pensare l'oggetto, ma non il suo riferirsi alla cosa stessa; dall'altro (teorie dirette del riferimento, o esternismo) c'è chi ammette il riferimento a un dato reale, oggettivo, trascendente la capacità concettualizzante dell'intelligenza, slegandolo però da quest'ultima.&lt;br /&gt;Da un lato il concetto senza la cosa, dall'altro la cosa senza il concetto: si tratta di una divaricazione impropria, che nasce, a mio avviso, con ogni probabilità da una impropria concezione di intenzionalità, come abbiamo già detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccessiva comunque mi sembra la critica di Eva Picardi (Filosofia della comunicazione, 2005) a Putnam, allorchè evoca (p.41) nientemeno che Orwell e 1984, rimpreverando all'esternismo del filosofo americano di concepire un «pensiero per procura», affidato a esperti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-3449707559182872642?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/3449707559182872642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/teorie-del-riferimento-divaricazioni-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3449707559182872642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/3449707559182872642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/teorie-del-riferimento-divaricazioni-da.html' title='teorie del riferimento: divaricazioni da superare'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-469488047434748260</id><published>2010-02-10T10:17:00.001-08:00</published><updated>2010-02-10T10:17:47.292-08:00</updated><title type='text'>comunicare significati o intenzioni?</title><content type='html'>Tue, 12/15/2009 - 18:33 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella linea di Austin, Grice a altri analitici, comunicare non dovrebbe più essere inteso, come da Aristotele in poi si è fatto, come comunicazione (essenzialmente, primariamente) di significati (concernenti “stati di cose”, concernenti il mondo), poiché per lo più gli enunciati non sono autosufficienti, ma acquistano il loro compiuto senso solo in rapporto ai parlanti e al loro (contingente) contesto; piuttosto comunichiamo intenzioni, che esprimono ciò che i parlanti intendono farsi sapere, essenzialmente in ordine a un comportamento da attuare.&lt;br /&gt;Ad esempio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    la porta è aperta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non è una semplice enunciazione di uno stato di cose, ma acquista un pieno senso solo in rapporto al parlante e al suo contesto, potendo indicare una variegata gamma di significati, come:&lt;br /&gt;# "quindi chiudila", oppure&lt;br /&gt;# "quindi esci", oppure&lt;br /&gt;# "quindi entra", oppure&lt;br /&gt;# "quindi sappi che io sono disponibile"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e via dicendo.&lt;br /&gt;Ora, è vero che talora, o anche spesso, la comunicazione ha tale valenza pragmatica, evidenziata da Austin e ripresa da Grice, ma mi sembra che una comunicazione di intenzioni che non presupponga la comprensione di significati non potrebbe essere efficace.&lt;br /&gt;Questa sottolineatura non è innocente, ma mi sembra supporre uno smantellamento o almeno una assottigliamento della portata ontologica del linguaggio, dentro un più generale orizzonte antimetafisico.&lt;br /&gt;Riflessioni suscitatemi leggendo Claudia Bianchi 2005.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-469488047434748260?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/469488047434748260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/comunicare-significati-o-intenzioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/469488047434748260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/469488047434748260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/comunicare-significati-o-intenzioni.html' title='comunicare significati o intenzioni?'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4116056967356612611.post-5755191611989348840</id><published>2010-02-10T10:13:00.001-08:00</published><updated>2010-02-10T10:18:41.083-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia analitica'/><title type='text'>analisi filosofica o scientifica?</title><content type='html'>Mon, 01/04/2010 - 18:06 — Bertoldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filosofia analitica conduce delle riflessioni che, pur apprezzabili nella loro chiarezza, faccio sempre più fatica a considerare propriamente ed essenzialmente filosofiche. Lo dico avendo letto molto su e di tali autori (sto in questo momento leggendo Putnam e Kripke).&lt;br /&gt;Mi appaiono considerazioni dignitose e rispettabili, a metà però tra la logica scientifica e la psicologia. Lo dico soprattutto della gnoseologia: esiste una gnoselogia analitica? Non è piuttosto una logica e una psicologia?&lt;br /&gt;Non si pone in effetti il problema di che cosa conosciamo validamente e se conosciamo validamente, ma solo del come (conosciamo validamente).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4116056967356612611-5755191611989348840?l=filosoficoorg.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/feeds/5755191611989348840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analisi-filosofica-o-scientifica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5755191611989348840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4116056967356612611/posts/default/5755191611989348840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filosoficoorg.blogspot.com/2010/02/analisi-filosofica-o-scientifica.html' title='analisi filosofica o scientifica?'/><author><name>il webmaster</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16061968819496016676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
